Per le vie delle mulattiere da Imer al Rifugio Vederna.
Sotto il versante settentrionale del Pavione tra cascatelle, passaggi scavati nella roccia e opere difensive risalenti alla Prima Guerra Mondiale raggiungeremo il Piano Grande di Vederna per godere di uno stupendo panorama sulle Pale di San Martino e sul Cimonega. Scarica l’itinerario…

Cosa trovare attorno al  nostro Rifugio? Storia, tradizione e natura…
Noi amiamo questo luogo e vogliamo darvi qualche consiglio per arricchire le vostre tappe e le vostre escursioni.

Capitel de la pausa

rifugio vederna imerNei dintorni di Imer sono frequenti quelli che la gente del luogo chiama i “capitei“: eretti lungo le mulattiere che conducono ai masi avevano lo scopo di segnalare i luoghi di sosta, quelli pericolosi o dove avvenne qualche disgrazia, o presenti all’interno dei casolari come segno di ritrovo per la preghiera.
Sono la testimonianza della forte devozione per i Santi protettori, segno dell’adempimento dei voti espressi dai fedeli, spontanei ringraziamenti per grazie ricevute.

Tra i molti capitelli presenti in paese, il più noto di tutti è appunto il “capitel della pausa” dedicato alla Madonna del Caravaggio (unico capitello che invita espressamente a non fare offerte) sulla strada della Vederna costruito nel 1913 in sostituzione del vecchio cadente.

Chiesetta della Madonna della Neve

IMG-20150522-WA0001Sebbene i progetti per la costruzione cominciarono già nel 1941, si dovette aspettare fino alla fine degli scontri bellici per l’inizio della sua costruzione con il progettista ed il disegno di Albino Doff Sotta.
La chiesetta nasce come piccolo luogo di culto, a beneficio delle famiglie che trascorrevano sull’Alpe tutta l’estate, per la fienagione e la cura dei campi di segale e lino. Il 5 settembre 1948 la cappella, dotata anche di campana, fu inaugurata con solenne celebrazione e intitolata alla Madonna della Neve.  Sebbene oggi i primi affreschi raffiguranti i patroni di Imer (gli apostoli Pietro e Paolo, San Vigilio e due grandi angeli) non siano più visibili, la chiesetta rimane aperta al pubblico tutta l’estate permettendo di ammirare la Madonna della Neve raffigurata in un’invernale Alpe Vederna, olio dell’artista Roberto Endrizzi.

Croce degli Alpini e reperti della Grande Guerra

Rifugio VedernaA circa un’ora dal Rifugio Vederna, seguendo il sentiero tra il prato, si arriva alla cima che regala il privilegio di ammirare dall’alto la vallata del Primiero.

Quì si trova la Croce degli Alpini costruita nell’aprile del 1961 (originariamente in larice) in seguito al primo conflitto mondiale e in ricordo degli Alpini caduti in guerra. Nel 1984 la vecchia croce di legno, ormai deteriorata dalle intemperie, viene ricostruita in metallo raggiungendo i 22 metri di altezza e illuminata la notte.

Oltre alla croce che da mezzo secolo svetta imponente, numerose sono le testimonianze della Grande Guerra, dalle trincee poste a ridosso della cima, il fortino in località Saltón e a Morosna gli Stoli, cunicoli scavati nella roccia dalle truppe italiane per difendere la valle dello Schenèr.

 

I “sguazi” e cascata de “El  saltón”

Rifugio VedernaGrazie ad un bacino sotterraneo il Vederna è ricco di cascate che sgorgano direttamente dalla roccia: i sguazi. 

La più imponente è la cascata del “El saltón” che scende verticalmente restando a contatto con la roccia. Questa cascata, con un salto di circa 50 metri, dista un chilometro dalla chiesetta del monte scendendo per la strada ciottolata che sale da Imer.

 

 

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